Il viaggio studio di Bioarchitettura organizzato dalla Sezione Roma- INBAR, in collaborazione con l'associazione Ared e con il patrocinio dell'Ordine degli Architetti PPC di Roma, ha visto la partecipazione di 28 professionisti provenienti da tutta l'Italia. Partiti il 24 aprile scorso dall'aeroporto di Ciampino verso Basilea prima tappa del Viaggio. Il rito delle presentazioni è veloce e produttivo: subito amici, molti di loro già si conoscono ma anche gli altri entrano subito nello spirito del viaggio. E' una vacanza ma anche un viaggio di lavoro, esattamente di aggiornamento, sulla nuova frontiera dell’architettura: cioè la bioarchitettura, che riprendendo i concetti dell’ecologia
come scienza della complessità e delle relazioni, si pone come obiettivo principale la realizzazione di un’architettura di qualità, che sappia riscoprire con rinnovata sensibilità la continuità con la storia, le tradizioni, il paesaggio, attraverso le nuove consapevolezze della ecosostenibilità e della bio-compatibilità. Un viaggio alla scoperta dei nuovi materiali bioedili, delle tipologie costruttive bioclimatiche, dei sistemi ed impianti che consentono un congruo risparmio energetico, dei dispositivi tecnici atti a migliorare le condizioni di benessere psicofisico all'interno degli edifici, dei nuovi criteri con i quali progettare gli edifici per renderli maggiormente integrati con l'ambiente circostante allo scopo di ridurre il loro impatto con gli ecosistemi naturali. La maggior parte del gruppo è composto da laureati in Architettura che dopo la laurea hanno affrontato percorsi
diversi: insegnamento di ogni ordine e grado, impiego nella pubblica amministrazione, libera professione, addetti ai musei, paesaggisti, urbanisti, impiantisti, e interior designers. Alcuni sono ancora molto giovani, altri…un pò meno, ma con una lunga esperienza lavorativa ed una rinnovata voglia di rinventarsi e sperimentare nuove esperienze e conoscenze. Al di là, comunque, dell’esperienza lavorativa acquisita da ciascuno di loro nel corso degli anni, quello che conta è vedere con i propri occhi ciò in cui si crede, ciò in cui soprattutto bisogna credere per un futuro migliore: lo sviluppo di un’architettura sostenibile.